Perché dopo le vacanze serve una pulizia più profonda
Fare una vera pulizia dell’auto dopo le vacanze non è solo una questione estetica. Salsedine, sabbia e creme solari sono le tracce inevitabili di un’estate passata tra mare e spiaggia, e a farne le spese sono soprattutto gli interni dell’auto. Sedili scoloriti (a causa del film di sporco), moquette piena di granelli di sabbia, volante appiccicoso e plastiche opache: sono tutti segnali che indicano che è arrivato il momento di intervenire.
Per questo tipo di sporco un semplice giro all’autolavaggio rapido non basta. Serve un intervento più incisivo e approfondito, che puoi tranquillamente fare anche in un autolavaggio self service o in tuo spazio privato, se disponi di attrezzature basilari come un aspirapolvere e un compressore ad aria compressa.
Pulizia degli interni: la nostra procedura passo dopo passo
Aspirazione e aria compressa in ogni angolo
Il primo passo è svuotare completamente l’abitacolo: togli i tappetini e tutti gli oggetti presenti in auto. Se lavorerai in un autolavaggio self, ti consigliamo di fare questa operazione già da casa, così da non perdere tempo una volta arrivato.
Aspira accuratamente tutta l’auto, poi passa alla pistola ad aria compressa per lavorare nelle parti più inaccessibili: la plancia, le plastiche e le tasche degli sportelli sono i punti dove la polvere si annida di più.
L’aria compressa torna utile anche nei punti più difficili della moquette e sulle guide dei sedili anteriori. In questi casi l’obiettivo è spingere lo sporco verso le zone più accessibili, dove poi potrai aspirarlo senza difficoltà.
Piccolo trick: capita spesso anche a noi di dover lavorare in un autolavaggio self. In questi casi siamo soliti passare un detergente antibatterico sugli strumenti prima di utilizzarli: la bocchetta dell’aspirapolvere, l’impugnatura della lancia idropulitrice e la pistola ad aria compressa.
Un altro trick, per i casi più disperati: se in vacanza hai portato a bordo dei bambini, saprai già che la sabbia in auto può diventare una vera e propria duna. In questi casi, quella intrappolata nella moquette e nei tappetini spesso resiste anche a diversi passaggi di aspirapolvere. Un attrezzo che ci può aiutare, preso in prestito da un altro settore e usato in modo del tutto improprio, è il massaggiatore miofasciale (il classico “massage gun”). Può sembrare una follia, ma appoggiandolo sulla moquette e sfruttando le sue vibrazioni, la sabbia intrappolata nelle fibre viene smossa e portata in superficie, dove l’aspirapolvere riesce finalmente a catturarla.
Sedili in tessuto: prima si spazzola, poi si deterge
Se la tua auto ha sedili in pelle o vinile, puoi passare direttamente allo step successivo. Se invece hai sedili in tessuto, avrai probabilmente notato un colore un po’ spento, piccole macchie di acqua e polvere e, in questo periodo dell’anno, anche macchie di salsedine (magari per esserti seduto con un costume non perfettamente asciutto) o aloni untuosi lasciati dalla crema solare.
Prima di detergere lo sporco è fondamentale liberare la fibra dei tessuti dalla polvere. Con una spazzola delicata come la VIKAN UPHOLSTERY BRUSH, lavora per sezioni spazzolando delicatamente tutti i sedili, aiutandoti con l’aspirapolvere per raccogliere subito lo sporco che affiora.
Attenzione: non tutte le spazzole sono uguali. Con modelli generalisti, noterai che le setole tenderanno a impigliarsi nel tessuto e a sfilacciarlo, quindi ti consigliamo di usare una spazzola pensata appositamente per i tessuti auto.
Non dimenticare la parte anteriore dei sedili, quella verticale che tocchiamo con i polpacci quando siamo seduti: è la zona più trascurata, ma anche una delle più sporche.
Chi vuole fare le cose fino in fondo può ripetere lo stesso trattamento anche sulla moquette.
La detersione a secco dei sedili
A questo punto puoi passare alla detersione vera e propria. Ci vengono incontro il detergente a secco ADBL BONNET e un guanto dedicato agli interni come l’ADBL SCRIB MITT.
Procedi dalla parte più alta del sedile verso quella più bassa, lavorando sempre in piccole zone di circa 20×20 cm: qualche spruzzata di bonnet direttamente sul sedile e qualcuna più abbondante sul guanto, poi inizia a strofinare delicatamente.
È un’operazione che richiede almeno 40 minuti ed è piuttosto faticosa, ma il risultato ripaga ampiamente lo sforzo. Il bonnet è un prodotto particolare e piuttosto unico per la pulizia dei tessuti: oltre ad avere un potere detergente molto elevato, evapora rapidamente e ti permette di risalire in auto con un’attesa minima. Proprio per questo conviene partire dal sedile guida, così sarà il primo ad asciugarsi del tutto.
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Per chi vuole pulire anche il cielo dell’abitacolo, la tecnica è la stessa, ma al posto del bonnet ti consigliamo il sintoflon imperial.
Se la tua auto ha sedili in pelle, abbiamo già una guida dedicata e dei kit specifici pensati apposta per questo materiale.
Plastiche interne: pulizia e protezione
Ora puoi dedicarti alle plastiche. Scegli un detergente specifico, come il SONAX se vuoi anche un’azione deodorante e antibatterica, oppure, se preferisci non acquistare un prodotto dedicato, un APC diluito come il KOCH CHEMIE GREEN STAR (diluizione 1:20) o il sintoflon safety clean, che ritroveremo tra poco anche nella sezione dedicata agli esterni.
Lavora un pannello alla volta: spruzza il detergente su un pennello e lavoralo delicatamente sulla superficie. Rimuovi prima con una microfibra umida, poi rifinisci con una microfibra asciutta. Un ultimo passaggio con microfibra asciutta e i tuoi sedili torneranno splendidi e profumati.
Il volante: la superficie più sporca dell’abitacolo
A questo punto conviene dedicare 10 minuti alla pulizia del volante, una delle superfici che, secondo diversi studi, è tra le più ricche di batteri all’interno dell’auto.
Posizionati al posto guida e stendi una microfibra sulle ginocchia: ti proteggerà da schizzi e colature. Con il pennello e il detergente, inizia a lavorare accuratamente ogni parte del volante. Se è particolarmente sporco, puoi aiutarti con uno scrub pad: non serve premere con insistenza, è meglio fare più passaggi con una pressione leggera.
Come per i sedili, rimuovi prima il detergente con una microfibra bagnata e rifinisci con una asciutta, tamponando se senti troppo attrito.
Per i pennelli la scelta ricade tra l’economico CCD SUPERSOFT o, se preferisci le dimensioni più generose, l’ADBL FAT BRUSH, che sicuramente ti aiuterà ad accelerare il lavoro.
Gli ultimi ritocchi prima di richiudere l’abitacolo
Prima di chiudere il capitolo interni, non dimenticare i vetri: abbiamo un’apposita guida che ti spiega passo dopo passo come pulirli senza lasciare aloni.
Il lavoro sull’abitacolo è quasi completo: applica un protettivo anti UV sulle plastiche (le vacanze sono finite, ma il sole resta ancora piuttosto severo) e, se ti fa piacere, chiudi il tutto con un profumatore: tra i nostri preferiti ci sono quelli della linea Koch Chemie.
Come tocco finale, una passata di CarPro InnerQD ti aiuterà a eliminare le impronte digitali dal display, dalle finiture lucide e dal quadro strumenti. È un prodotto antimicrobico e antistatico, perfetto anche sugli schermi LCD, e farà tornare l’abitacolo come nuovo.
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Stanchi ma soddisfatti, la pulizia degli interni può dirsi conclusa.
Possiamo ora procedere con la pulizia delle parti esterne. Non è necessario farlo lo stesso giorno: prenditi pure una pausa, la carrozzeria può aspettare.
Pulizia e cura delle parti esterne
Ruote, gomme e passaruote
Se ti trovi in un autolavaggio self service, ricorda di lavorare sempre al coperto, mai sotto il sole diretto. A questo punto prendi il tuo APC diluito 1:5 e spruzzalo su ruote e passaruote.
Lavora con pennelli e spazzole sulle gomme (sì, anche le gomme vanno pulite) e sui cerchi, poi risciacqua con l’idropulitrice.
Come rimuovere i moscerini senza rovinare la vernice
Avrai probabilmente notato che tutto il frontale dell’auto e gli specchietti sono ricoperti di moscerini. Non cercare di rimuoverli insistendo con l’idropulitrice da distanza ravvicinata: rischi solo di rovinare la vernice.
Spruzza abbondantemente l’APC in diluizione strong su tutta la parte bassa e sul frontale, comprese le calotte degli specchietti, e lascialo agire per 2 minuti. Se con il caldo tende ad asciugarsi, spruzzane ancora: non deve mai asciugare sulla superficie.
A questo punto procedi con un risciacquo accurato con l’idropulitrice, con movimenti lenti dal basso verso l’alto. Il getto deve lavorare sulla parte ricoperta dall’APC senza rimuoverlo per caduta, cosa che succederebbe se iniziassi a risciacquare dalle parti più alte. Procedi con calma in questa fase e, se necessario, ripetila più volte.
Se il gestore del self service ti consente di usare la tecnica dei due secchi, procedi pure in questo senso, anche se ormai i regolamenti sono sempre più severi ed è raro avere questa libertà.
In alternativa, spostati nell’area di asciugatura, purché coperta, e procedi con un lavaggio rinseless o waterless.
Il lavaggio waterless o rinseless in area di asciugatura
La maggior parte degli automobilisti opta per un rapido waterless pronto all’uso. Non avere paura di creare swirl: se hai lavorato bene nella fase precedente non avrai nulla da temere.
Per questa fase ti servirà una buona scorta di microfibre, come le Mint Green di FX Protect, e un ottimo detergente waterless come il Koch Chemie WF Wash & Finish. Su questo punto non bisogna lesinare: ti consigliamo di acquistarne almeno 10, magari approfittando dello sconto quantità.
Il Koch Chemie WF Wash & Finish aiuta a velocizzare le procedure ed è un prodotto ottimo per ogni superficie esterna. Lavora un pannello alla volta, dividendo in più sezioni i pannelli più grandi come il tetto: spruzza abbondantemente il prodotto e rimuovi delicatamente con una microfibra pulita.
Piega la microfibra in quattro, in modo da avere 8 lati puliti a disposizione, e lavora partendo dall’alto verso il basso con movimenti lineari. Usa sempre un lato pulito, così da ridurre il rischio di creare imperfezioni sulla vernice, e non rimettere mai un panno sporco insieme a quelli ancora puliti. Per un’auto di medie dimensioni ne bastano circa 5, cerchi esclusi. Se è la prima volta che lo fai, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida completa al lavaggio rinseless.
Puoi usare lo stesso prodotto anche per rifinire i cerchi, magari con una microfibra meno pregiata.
Il tocco finale: il dressing per le gomme
Non possiamo concludere un lavaggio senza un dressing per le gomme, che tra l’altro abbiamo già pulito in precedenza e sono pronte per essere trattate. Ce ne sono di tutti i gusti, dai più satinati ai più lucidi: la scelta finale resta sempre tua. Sul nostro sito trovi un’intera area dedicata.
Personalmente adoro il P&S Shine All Performance Dressing, steso con il pennello ChemicalWorkz Tire Dressing Brush.
Vale la pena rifinire anche i vetri con una microfibra apposita, magari di tipologia waffle come la The Collection Waffle Cloth. A questo punto la tua auto è davvero pronta per fare tanta altra strada.
Domande frequenti sulla pulizia auto dopo le vacanze
Come si toglie la sabbia incastrata nella moquette dell’auto?
Aspirapolvere e pistola ad aria compressa risolvono la maggior parte dei casi. Se la sabbia è davvero tanta, un trucco efficace è appoggiare un massaggiatore miofasciale sulla moquette: le vibrazioni smuovono i granelli intrappolati nelle fibre e l’aspirapolvere riesce finalmente a catturarli.
Come si tolgono le macchie di salsedine e crema solare dai sedili in tessuto?
Prima di tutto vanno liberate le fibre dalla polvere con una spazzola morbida dedicata ai tessuti auto, poi si interviene con un detergente a secco come l’ADBL Bonnet abbinato a un guanto per interni, lavorando in piccole zone e partendo dalla parte alta del sedile.
Perché non bisogna usare l’idropulitrice da vicino per togliere i moscerini?
Perché il getto ravvicinato può rovinare la vernice. Meglio spruzzare abbondantemente un APC in diluizione strong sulla zona interessata, lasciarlo agire un paio di minuti senza farlo asciugare, e poi risciacquare con movimenti lenti dal basso verso l’alto.
Meglio un lavaggio rinseless o un waterless dopo le vacanze?
Se prelavaggio e risciacquo sono stati fatti bene, un waterless pronto all’uso è la scelta più rapida per l’asciugatura, senza rischio di creare swirl. Il rinseless resta comunque una soluzione migliore ma più articolata (ti serviranno almeno 1 secchio con grit guard e appostira spugna).
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